Michelangelo

Progetti per la tomba di Giulio II (1513-1516)

Nel 1513, poco dopo la morte del loro avo, gli eredi della Rovere riproposero a Michelangelo l’incarico per il Monumento Funebre di Giulio II, stipulando un nuovo contratto.

Dopo quattro anni di fatiche nell’affresco della Sistina, Michelangelo fu probabilmente entusiasta di dedicarsi alla scultura, sua arte prediletta.

Forse a causa dell’elevato costo del progetto originale, il nuovo monumento subì un consistente ridimensionamento: fu tolta la camera mortuaria e la struttura venne poggiata a una parete. Questo avrebbe generato una concentrazione di figure sulle tre facce rimaste libere, ma le dimensioni delle pareti laterali del monumento sarebbero state ancora consistenti, data la presenza del catafalco destinato a ospitare la statua del Papa sostenuta da due figure alate.

Il contratto stipulato con gli eredi della Rovere prevedeva la fine dei lavori entro sette anni, obbligando formalmente Michelangelo a dedicarsi esclusivamente al monumento funebre, senza poter accettare altri incarichi.

Per nulla intenzionato a rinunciare a ulteriori guadagni, Michelangelo non rispettò la clausola di esclusiva e accettò una nuova commissione per scolpire la prima versione del Cristo della Minerva, grande statua in marmo destinata alla chiesa di Santa Maria Sopra Minerva a Roma.

L’artista lavorò alla statua tra il 1514 e il 1516, ma interruppe l’esecuzione quando era ormai quasi completata, a causa di una brutta venatura nera che apparve sul marmo bianco del volto di Cristo. La statua fallata fu comunque accettata dal committente Metello Vari, come compensazione per i disguidi legati alla produzione della seconda versione del Cristo che Michelangelo scolpì tra il 1518 e il 1520, oggi ammirabile nella basilica romana. In seguito, la statua fallata andò smarrita e fu ritrovata nel 2001 nel monastero di San Vincenzo a Bassano Romano, dove oggi è conservata.

Intanto i lavori del progetto per la tomba di Giulio II erano stati avviati. Le prime statue che Michelangelo realizzò furono due Prigioni, lo Schiavo Morente e lo Schiavo Ribelle conservati al museo del Louvre, e il Mosè, che fu poi riutilizzato per la versione definitiva del monumento con degli adattamenti.

Tuttavia i lavori procedevano a rilento, sia per i lunghi viaggi di Michelangelo alle cave di Carrara, sia per l’esecuzione del Cristo della Minerva.

Probabilmente a causa della rallentata progressione dei lavori, o forse per ridurre ulteriormente i costi, nel luglio del 1516 gli eredi della Rovere richiesero la stesura di un nuovo contratto, basato su un terzo progetto che riduceva ulteriormente le dimensioni del monumento e tagliava il numero di statue decorative, eliminando anche il catafalco alla base della statua del Papa.

Poco dopo, però, i lavori furono bloccati. Leone X, successore di Giulio II e membro della famiglia Medici, decise di assegnare a Michelangelo l’esecuzione delle opere nella basilica di San Lorenzo a Firenze, la chiesa di famiglia, usando la sua autorità per costringere gli eredi della Rovere a liberare l’artista, che dovette rientrare a Firenze.

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