Michelangelo

Tondo Doni

Galleria Degli Uffizi, Firenze
Anno: 1503-1508
Tipo: dipinto
Tecnica: tempera
Supporto: tavola
Dimensioni: diam. 120 cm

Il Tondo Doni è forse l’unico quadro completo certamente attribuito a Michelangelo. Principale fonte di ispirazione per il Manierismo del Cinquecento, raffigura la Sacra Famiglia con vicino San Giovannino su uno sfondo di nudi, ed esprime al meglio la rappresentazione scultorea volumetrica che contraddistingue l’arte pittorica michelangiolesca.

La datazione dell’opera è incerta, lo stesso Vasari ne fornisce due diverse nelle due edizioni delle “Vite”. Alcuni dettagli della cornice originale, disegnata da Michelangelo, la collegherebbero al matrimonio tra Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, avvenuto nel 1504. Altri fanno ipotizzare l’esecuzione tra il 1506 e il 1508: uno dei nudi, ad esempio, sembra un riferimento al gruppo del Laocoonte, statua antica scoperta nel 1506 alla presenza dello stesso Michelangelo, che ne rimase profondamente influenzato. Anche la posizione di Gesù calato dall’alto per essere accolto da Maria potrebbe riferirsi al battesimo della primogenita del Doni, avvenuto nel 1507.

Il committente è il banchiere Agnolo Doni. Il pagamento dell’opera è al centro di un aneddoto narrato dal Vasari, secondo il quale il Doni fu costretto a pagare il doppio del prezzo pattuito. L’aneddoto mostra come il poco più che trentenne Michelangelo, che aveva già iniziato a creare il suo mito con capolavori come il David e la Pietà Vaticana, fosse consapevole del proprio valore e iniziasse a imporre le sue idee anche ai suoi clienti, in base al concetto di superiorità dell’artista rispetto a pubblico e committenza nato proprio col Rinascimento.

Le fonti di ispirazione del Tondo Doni sono diverse. Una è probabilmente la Madonna col Bambino tra ignudi di Luca Signorelli del 1490, con la quale condivide alcune tecniche compositive. Analogie compositive si notano anche con opere del rivale Leonardo, come il perduto cartone di Sant’Anna, mentre uno dei nudi, quello seduto a destra di San Giuseppe, è molto simile al gruppo del Laocoonte. L’uso del colore e della luce, invece, è il marchio di fabbrica di Michelangelo, molto lontani dal famoso sfumato leonardiano. Anche il paesaggio sullo sfondo, solo accennato, è in pieno contrasto con la perfezione di quelli raffigurati da Leonardo. Nella cornice, anch’essa disegnata da Michelangelo, vi sono cinque teste sporgenti, Cristo con profeti e sibille, chiaramente ispirate alle porte del Battistero di Firenze di Lorenzo Ghiberti.

Sebbene di piccole dimensioni, Il Tondo Doni è un’opera molto complessa. La distribuzione verticale della Sacra Famiglia si interseca con quella orizzontale dello sfondo. La struttura compositiva si basa su triangoli e sfere abilmente integrati per conferire volume e rotondità. La torsione dei corpi della Sacra Famiglia si basa su un movimento a spirale che conferisce dinamismo al dipinto. L’uso di due diverse prospettive, una per i soggetti in primo piano visti dal basso e un’altra frontale per i nudi sullo sfondo, differenzia le posizioni delle figure nello spazio. Anche gli accorgimenti nell’uso di luce e colore accentuano i due diversi piani spaziali, oltre a conferire quell’effetto scultoreo assolutamente nuovo per i dipinti dell’epoca. Altra novità assoluta sono le braccia scoperte e muscolose di Maria, quasi mascoline.

Tra i significati ipotetici del Tondo Doni, quello più accreditato è la predominanza dell’era di Cristo, simboleggiata dalla Sacra Famiglia, sull’era pagana, rappresentata dai nudi dello sfondo. La lucentezza dei colori dei soggetti in primo piano prevale su quella dei nudi, che forse sono tali poiché neofiti in procinto di battezzarsi. Le due diverse prospettive spingono in basso l’era pagana e sollevano in alto quella cristiana, mentre il muretto rappresenta la distinzione temporale. Il San Giovannino, unica figura rivolta verso la Sacra Famiglia, si trova proprio a metà strada, in quanto anticipatore più prossimo alla venuta di Gesù. Altri significati di minor successo vedono nel gruppo centrale le tre età dell’uomo, mentre i nudi sullo sfondo potrebbero rappresentare le virtù atletiche tipiche del neoplatonismo.

Il Tondo Doni, conservato nella sala 35 della Galleria degli Uffizi di Firenze, contiene molte caratteristiche che saranno presenti nelle imponenti pitture realizzate in seguito da Michelangelo nella Cappella Sistina, come le potenti fisicità dei personaggi e le torsioni dei corpi.

Da "Superiorità dell’artista"

[...] le opere più celebri del maestro. Tra il 1503 e il 1508 Michelangelo realizzò il Tondo Doni, rappresentante la Sacra Famiglia con altre figure, oggi conservato agli Uffizi. Al momento della consegna, il committente Agnolo Doni, banchiere molto scaltro e attento al risparmio [...]

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Da "Michelangelo e Firenze"

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Da "L’affermazione (1501-1504)"

[...] Sacra Famiglia, conservato agli Uffizi. Le figure scultoree dipinte e i colori vivaci adoperati nel Tondo Doni, sbalordirono nuovamente gli artisti contemporanei. Esiste un altro tondo di marmo per il quale l’attribuzione è stata discussa: si tratta del Tondo Taddei, realizzato per Taddeo T [...]

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