Il Rinascimento: Il Teatro Rinascimentale

La Commedia

Il Rinascimento ha generato un vero e proprio fenomeno di rinascita del teatro.

Durante il Medioevo si era sviluppata una lunga tradizione teatrale, che si era manifestata in più forme nelle corti, nelle piazze e nelle università, e che andava dalla sacra rappresentazione alle commedie colte quattrocentesche.

Il teatro rinascimentale fu la summa di tutte le forme teatrali e dei generi drammaturgici europei sviluppati tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna.

La rinascita teatrale si è potuta manifestare anche grazie alla traduzione da parte degli umanisti di molti testi greci e latini nelle diverse lingue volgari, fatto che rese accessibile la letteratura classica ad un maggior numero di persone.

I generi teatrali che si diffusero furono la commedia, la tragedia, il dramma pastorale e, successivamente, il melodramma, ed esercitarono una notevole influenza sul teatro di tutta Europa.

Sebbene il Rinascimento fu un’epoca d’oro per la commedia italiana, le Rappresentazioni Sacre non furono abbandonate e mantennero una continuità piuttosto significativa con la tradizione medioevale.

Niccolò Machiavelli è stato uno dei commediografi più rappresentativi del teatro rinascimentale. Nel 1518 scrisse la Mandragola, una delle commedie più innovative e significative dell’epoca. L’opera si scosta dalla tradizione classica perché ispirata alla realtà quotidiana dei personaggi, alla quale viene conferita una visione satirica. La Mandragola è caratterizzata da una tale inventiva e una così forte carica espressiva che è difficile trovare altre opere di tale pregio, anche tra quelle realizzate in epoche successive.

A Roma il teatro venne riscoperto e appoggiato dai papi, che ne intuirono la possibilità di utilizzarlo a scopo politico. Tuttavia non ebbe rappresentati allo stesso livello delle altre corti italiane, ad eccezione di Francesco Belo, che nel 1529 scrisse Il Pedante, e di Annibal Caro, autore de Gli Straccioni.

Nel 1582 a Parigi venne messa in scena il Candelaio di Giordano Bruno, opera atipica e decisamente trasgressiva che segnò un punto di non ritorno nella commedia cinquecentesca.

Verso la fine del Rinascimento ebbe grande fortuna una nuova tipologia di commedia chiamata farsa cavaiola, genere letterario dialettale nato dalla commedia rinascimentale napoletana, della quale Vincenzo Braca fu il principale esponente. Il genere si basa sul modello burlesco di cavaiuolo, caricatura di un villico ignorante e un po’ stupido abitante di Cava. E’ da questa figura che nasce nell’immaginario collettivo la figura del “popolano stolto”.

Sempre alla fine del Rinascimento il teatro dialettale si affermò con la Commedia dell’Arte e le sue maschere. Le più famose sono Pulcinella, con le sue invenzioni mimiche e gestuali, Arlecchino, legato alla ritualità contadina bergamasca, e il vecchio mercante veneziano Pantalone.


A torto si lamentano li omini della innocente esperienzia, quella accusando di fallacie e di bugiarde dimonstrazioni.
Leonardo da Vinci


La sapienza è figliola della sperienzia.
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