Il Rinascimento: Il Teatro Rinascimentale

Il Melodramma

Durante il 1500, l’aria di novità nel campo teatrale avviò i primi esperimenti che, successivamente, daranno vita allo sviluppo del genere più rivoluzionario del teatro italiano: il melodramma. Sebbene tale genere sia legato a periodi storici successivi, ossia dal 1600 in poi, le sue radici possono essere individuate a cavallo tra il tardo Rinascimento e il Manierismo, corrente artistica figlia del Rinascimento stesso.

Nel 1573, a Firenze, nacque il circolo della Camerata dei Bardi. Le cronache narrano che, nel palazzo fiorentino di Giovanni de’ Bardi, si riunì un gruppo di intellettuali con il proposito di far rinascere il recitar cantando, antica tipologia di recitazione proveniente dal teatro greco classico. Da questi incontri nacque il prototipo del melodramma, genere che si affermerà nei secoli successivi grazie a grandissimi autori come Metastasio e Claudio Monteverdi, e che sarà la base da cui prenderà corpo l’opera lirica ottocentesca di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.

I primi sperimentatori della Camerata dei Bardi furono Jacopo Peri, Giulio Caccini, Vincenzo Galilei, padre di Galileo, Emilio de’ Cavalieri, Jacopo Corsi e il poeta Ottavio Rinuccini, autore dei primi libretti.

Nel 1589, su commissione di Ferdinando I de’ Medici, al Teatro degli Uffizi di Firenze fu messa per la prima volta in scena La Pellegrina di Girolamo Bargagli. La Camerata dei Bardi fu chiamata a musicare gli intermezzi della commedia, e diede vita alle prime esecuzioni pubbliche della teoria musicale del recitar-cantando, in pratica il vero momento di genesi del melodramma.

La risonanza degli Intermezzi della Pellegrina fu grande, anche grazie al suggestivo apparato scenografico progettato da Bernardo Buontalenti. Con la sua opera, il Buontalenti, scenografo-architetto, fu vero precursore delle grandi scenografie del teatro barocco italiano.


L'arte è la creazione di una magia suggestiva che accoglie insieme l'oggetto e il soggetto.
Charles Baudelaire


Se c'è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell'infinito e del vago che chiamano anima, questa è l'arte.
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