Il Rinascimento: Il Teatro Rinascimentale

Germania e Ungheria

Nel Rinascimento, il teatro tedesco e dell’intera area germanica prese una strada diversa da quella del teatro nel resto dell’Europa, sviluppando una tipologia di rappresentazione di stampo più “popolare”, fortemente influenzata dalle conseguenze della Riforma Protestante.

Anche la riscoperta delle rappresentazioni classiche greco-romane, nel teatro tedesco non ebbe la stessa influenza esercitata negli altri stati europei.

La Germania e le zone limitrofe, come Austria, Svizzera, Boemia e Ungheria, furono sconvolte e devastate dalle guerre di religione, proprio come accadde in Francia. A differenza dei colleghi francesi, però, gli autori teatrali tedeschi non ne furono influenzati eccessivamente e non le raccontarono più di tanto nelle loro opere.

Come per gli altri paesi europei, anche il teatro tedesco ebbe forti legami con la grande tradizione delle opere del teatro medievale e delle sue Sacre rappresentazioni. Una volta radicata la Riforma Protestante, però, prese rapidamente piede la farsa in volgare, nella quale persino i canti ecclesiali cattolici, originariamente in latino, furono sostituiti da canti in volgare, tratti molto spesso da canti popolari che nulla avevano a che vedere con la religione.

Uno degli aspetti di innovazione del teatro rinascimentale tedesco, nonché caratteristica fondamentale, è proprio la connotazione laica e laicizzante dell’arte rappresentativa e della poesia, quest’ultima, a volte, anche di matrice erotica, sebbene rivisitata in chiave sacra proprio da Martin Lutero.

La tradizione della farsa di matrice popolare favorì la danza, il mimo e i testi dialogici, come quelli dei Fastnachtspiele, genere proveniente dalle carnascialesche medioevali che diede vita alla prima maschera tedesca, Hanswurst, tratta da un poemetto di Sebastian Brant.

Il principale autore tedesco, specialista dei Fastnachtspiele, fu Hans Sachs, ma vi furono altri importanti autori, come Bartholomäus Ringwaldt, Johannes Reuchlin e Nicodemus Frischlin, che si dedicarono maggiormente al teatro erudito.

In Svizzera ebbero successo Niklaus Manuel e Pamphilus Gengenbach, autori di generi praticamente identici a quelli tedeschi della satira politico-religiosa e dei Fastnachtspiele.

Tra le nazioni della zona germanica fa eccezione l’Ungheria, nella quale il teatro fu fortemente influenzato dall’innovativa e fervente scena del Rinascimento italiano.

Fautore di tale contaminazione fu il re d’Ungheria, Mattia Corvino, amante della cultura umanistica italiana con la quale ebbe continui scambi, invitando spesso alla sua corte intellettuali e artisti delle varie città italiane.

Tra gli artisti italiani che influenzarono la rinascita ungherese, emerge Pandolfo Collenuccio, del quale vennero messe in scena diverse commedie proprio in Ungheria, dove, di fatto, esportò il teatro italiano erudito.

Anche il maggior drammaturgo e poeta ungherese, Bálint Balassi, venne influenzato dall’ambiente intellettuale italiano, così come l’altro importante autore magiaro, Péter Bornemisza, dedito prevalentemente al teatro erudito e classico.


L'arte non nasce mai dalla felicità.
Chuck Palahniuk


Dovete capire che vi sono due mondi: quello che è senza che se ne parli, e lo si chiama mondo reale, perché non si ha nessun bisogno di parlarne per vederlo. L'altro è il mondo dell'arte, e di questo bisogna parlarne, perché altrimenti non esisterebbe.
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