Il Rinascimento

Il Teatro Rinascimentale

Agli inizi del 1400, e in generale durante tutto il medioevo, le rappresentazioni teatrali non avvenivano in luoghi pubblici ma in spazi privati, come i saloni dei palazzi delle signorie, i castelli, i giardini e i cortili dei conventi.

Con lo sviluppo del teatro rinascimentale nel 1500, si avviò la ripresa della messa in scena di testi greci e latini, che spesso richiedevano l’allestimento di complesse scenografie poco adatte agli ambienti privati sino ad allora utilizzati. Questo fenomeno favorì la costruzione di luoghi più idonei alle rappresentazioni, veri e propri teatri come la Loggia del Falconetto a Padova, uno dei primi ad essere edificati.

L’esempio più significativo dell’applicazione delle scenografie rinascimentali è il Teatro Olimpico di Vicenza, costruito da Andrea Palladio. La struttura conserva ancora oggi la scenografia originale dell’Edipo Re di Sofocle, curata da Vincenzo Scamozzi nel 1585, opera con la quale fu inaugurato il teatro. Su commissione dei Gonzaga di Mantova, nel 1590 Scamozzi progettò  anche il Teatro all’Antica per il Palazzo Ducale di Sabbioneta.

A Roma, le rappresentazioni teatrali venivano svolte sia presso il Foro sia in Castel Sant’Angelo, nel quale esiste ancora un cortile a forma di teatro che era utilizzato ai tempi di Alessandro VI e Leone X. Giulio Pomponio Leto, umanista e profondo conoscitore della Roma antica, fu un importante promotore della riscoperta del teatro latino e della nascita dell’Accademia Romana, circolo di intellettuali appassionati della cultura classica romana successivamente chiuso per cospirazione contro papa Paolo II.

Verso la fine del 1500 un altro cambiamento rivoluzionò gli spazi rappresentativi: iniziarono a svilupparsi i teatri privati e a pagamento, non più ad uso esclusivo dell’aristocrazia e delle classi dominanti ma aperti a tutti, anche alle classi sociali più popolari. A Venezia, la nuova imprenditoria teatrale si diffuse in maniera più importante che in altri luoghi, affermandosi nel 1600 con la lunga stagione della Commedia dell’Arte.

La diffusione in tutta Italia dei teatri aperti al pubblico stimolò la nascita di Accademie dedicate alla gestione dei nuovi spazi rappresentativi.


Quando tutto è arte niente è arte.
Bruno Munari


Come le arti non liberali si propongono come fine il guadagno e il piacere, così le arti degne di un uomo libero aspirano alla virtù e alla gloria.
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