Il Rinascimento: Il Rinascimento a Firenze

Scultura

I primi artisti a porsi il problema del rapporto tra gli ideali dell’umanesimo e la creazione di una nuova forma espressiva per trasmetterli, furono Brunelleschi e Donatello.

Nella scultura, fu Donatello a compiere i passi in avanti più decisivi verso il nuovo stile, ma ciò avvenne in modo graduale.

Le prime opere realizzate tra il 1406 e il 1410, come le statue per la Porta della Mandorla o il David Marmoreo, mostravano già la grande abilità tecnica di Donatello ma avevano ancora molti richiami allo stile gotico, che dominava l’arte europea.

L’espressività del Crocifisso Contadino, invece, segnò un primo distacco con le consuetudini dell’epoca, al punto da diventare oggetto di critica da parte dell’amico Brunelleschi.

Il San Giovani Evangelista del 1410 iniziò a mostrare maggiori richiami con l’arte classica che Donatello e Brunelleschi avevano approfondito nel loro viaggio a Roma.

A partire dal 1411 le opere di Donatello mostrarono un deciso cambio di stile. Il San Marco, statua per Orsanmichele, viene generalmente identificata come la prima statua rinascimentale dell’artista, mentre nel San Giorgio, del 1415, si vede il primo esempio di rilievo stiacciato, tecnica inventata da Donatello per meglio esprimere le profondità spaziali derivanti dall’uso della prospettiva che l’amico Brunelleschi stava ancora definendo.

Tra il 1416 e il 1427 Donatello realizzò cinque statue per il Campanile di Giotto. La sua arte si svelò completamente. Con il Profeta Imberbe, il Profeta Pensieroso, il Sacrificio di Isacco, lo Zuccone e il Geremia raggiunse nuovi vertici artistici, che addirittura superò con la Cantoria del Duomo del 1438.

Donatello aveva creato la scultura rinascimentale e la sua fama divenne assoluta.

Intorno al 1443 Donatello lasciò Firenze per trascorrere dieci anni a Padova. Al suo rientro, la scena artistica era molto cambiata e distante dalla visione che l’ormai anziano padre del Rinascimento aveva dell’arte scultorea. Le sue ultime creazioni, come la Maddalena Penitente o la Giuditta e Oloferne, sembrano quasi rifiutare la perfezione e l’ideale di bellezza che sempre più si stavano affermando, e mostrano una carica espressiva e drammatica mai vista prima.

Altri artisti hanno lasciato splendidi manufatti che possono essere ammirati nei vari musei fiorentini come il Bargello, gli Uffizi, la Galleria dell’Accademia, la Galleria Palatina e il Museo di San Marco. Anche le molteplici chiese di Firenze sono scrigni di veri tesori: Santa Maria del Fiore, San Lorenzo con le due Sagrestie, Orsanmichele, Santa Maria Novella, San Miniato al Monte e tante altre. Alcune chiese hanno così tante opere da aver creato veri e propri spazi museali, come il Museo dell’Opera del Duomo.

Gli artisti più noti che hanno decorato Firenze con il loro scalpello sono, oltre a Donatello, il Verrocchio, Antonio del Pollaiolo, lo stesso Brunelleschi, Lorenzo Ghiberti e Michelozzo, ma ve ne sono altri come Andrea Sansovino, Jacopo da Sansovino, Antonio e Berardo Rossellino.

Un discorso a parte merita Michelangelo. Sebbene non sia stato padre del Rinascimento, ne è stato certamente uno dei più grandi geni, insieme a Leonardo e Raffaello. Molte delle sculture di Michelangelo sono proprio a Firenze, la sola Galleria dell’Accademia ne ha ben sette, tra cui il famoso David.


L'arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati.
Leo Longanesi


La paura nasce più tosto che altra cosa.
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