Il Rinascimento: Il Rinascimento a Firenze

Pittura

Masaccio è il padre della pittura rinascimentale, trascorse a Firenze il periodo più creativo della sua breve vita, morendo a soli ventisette anni.

Mise su bottega con Masolino da Panicale, nonostante la grande diversità tecnica i due colleghi esercitarono una grande influenza reciproca.

Nei suoi dipinti Masaccio sviluppò una composizione spaziale totalmente innovativa per l’epoca: inquadrò la decorazione in un’ingabbiatura architettonica unitaria, con cornicette dentellate che separavano le scene, con il paesaggio che continuava tra l’una e l’altra.

Le architetture dipinte furono di chiara ispirazione brunelleschiana, si pensa addirittura a collaborazioni tra i due maestri.

Nei suoi affreschi Masaccio pensò il punto di vista unico basato sulla prospettiva lineare, per un ipotetico spettatore posto al centro della rappresentazione.

Dipinse la luce come se fosse naturale, proveniente dalle finestre degli ambienti affrescati, con toni limpidi e brillanti.

Le figure di Masaccio furono dinamiche, inserite in una profondità sconosciuta all’epoca. I personaggi delle sue opere furono fortemente caratterizzati, singoli individui mai generici.

Dalle raffigurazioni di Masaccio emerse il nuovo senso della dignità umana, che riabilitava anche la bruttezza, l’infermità e la povertà, senza alcun compiacimento verso il grottesco.

La potenza illusionistica della prospettiva di Masaccio colpì moltissimo i contemporanei, che non avevano mai visto nulla del genere.

Masaccio aveva creato la pittura rinascimentale, che si diffuse prima a Firenze, poi in tutta Italia e nel resto d’Europa.

I primi seguaci di Masaccio furono gli apprendisti della sua bottega, come Filippo Lippi e Beato Angelico, che assorbirono molte delle sue innovazioni per sviluppare uno stile personale. Anche Masolino usò parte dello stile rinascimentale di Masaccio mediandolo con il gotico internazionale.

Dal 1430 in poi i pittori rinascimentali si moltiplicarono, nacquero maestri come Andrea del Castagno, Botticelli, il Ghirlandaio, Paolo Uccello, Domenico Veneziano, Filippino Lippi, il Perugino e Fra Bartolomeo.

Le opere dei pittori rinascimentali fiorentini sono così tante che comporrebbero un elenco quasi infinto. Adornano chiese, palazzi e musei fiorentini, ma sono anche nei principali musei e nelle collezioni private di tutto il mondo, come Roma, Milano, New York, Parigi, Londra, Berlino, e Madrid.

L’era della pittura rinascimentale si concluse con le strabilianti innovazioni di Leonardo, Raffaello e Michelangelo, i tre geni che raggiunsero nuovi e insuperabili traguardi, lasciando agli artisti successivi solo la possibilità di emularli, sebbene con le opportune variazioni, nel filone artistico del Manierismo.


L'uomo che con continui desideri sempre con festa aspetta la nuova primavera e sempre la nuova Astarte, sempre nuovi mesi e nuovi anni, parendogli che le desiderate cose venendo siano troppo tarde, ei non s'avvede che desidera la soddisfazione.
Leonardo da Vinci


L'arte e la matematica sono solo due facce della stessa litografia.
<