Il Rinascimento: Il Rinascimento a Firenze

Il periodo dei geni (1498 – 1512)

L’ultima fase della Repubblica fiorentina fu gestita dal gonfaloniere Pier Soderini, anche se non fu memorabile politicamente, registrò un ottimo primato in campo artistico, favorendo la ripresa delle committenze pubbliche e private.

Molti grandi artisti furono chiamati in città per contribuire all’accrescimento del prestigio della nuova repubblica, avviando una nuova fase artistica, detta Rinascimento Maturo.

I protagonisti principali di questa scena furono Leonardo e Michelangelo, i quali rientrarono dai rispettivi soggiorni in altre città e avviarono l’ultima fase innovativa del Rinascimento Fiorentino.

Fu questo il periodo nel quale Michelangelo creò il David, opera colossale che ricondusse l’orgoglio cittadino ai fasti dell’epoca medicea, e il Tondo Doni con la Sacra Famiglia.

Anche Leonardo realizzò in questo periodo opere fondamentali, come la Madonna dei Fusi, e iniziò a dipingere la famosissima Gioconda.

I due geni, animati da reciproca antipatia, furono anche chiamati al confronto diretto nelle decorazioni del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. A entrambi venne commissionato l’affresco di un episodio storico della città di Firenze, la Battaglia di Anghiari per Leonardo e la Battaglia di Cascina per Michelangelo.

I due affreschi non furono mai portati a termine ma i disegni preparatori destarono stupore e ammirazione in tutta la città, al punto che divennero meta di visitatori e artisti da tutta Italia.

Fu proprio per ammirare gli affreschi delle due battaglie che anche Raffaello, il più giovane dei tre geni, si recò a Firenze, curioso e interessato dalle novità in atto.

Nel primo periodo fiorentino Raffaello realizzò il Sogno del Cavaliere e le Tre Grazie. Successivamente si concentrò sul tema della Madonna con Bambino e della Sacra Famiglia, realizzando una serie di dipinti tra i quali emergono la Madonna Conestabile, la Piccola Madonna Cowper, la Madonna Belvedere, la Madonna Bridgewater, la Sacra Famiglia Canigiani e la Sacra Famiglia con Giuseppe Imberbe.

I capolavori fiorentini di Raffaello, influenzati dalle innovazioni di Michelangelo e Leonardo, raggiungono il massimo con la Pala Baglioni.

Leonardo, Michelangelo e Raffaello lasciarono Firenze più e meno nello stesso periodo, intorno al 1508, ma altri artisti restarono attivi in città, portando nuove idee, nuovi stili e contenuti alternativi che, però, ebbero scarso seguito.

Fra Bartolomeo realizzò l’Apparizione della Vergine, la Madonna e Santi, e lo Sposalizio di santa Caterina.

Piero di Cosimo, artista ingegnoso e molto fantasioso, creò la serie delle Storie dell’umanità primitiva, destinate a delle spalliere sono oggi divise tra i maggiori musei del mondo.

Nella scultura, l’unica alternativa a Michelangelo fu Andrea Sansovino, creatore di forme slanciate e vibranti e, in seguito, l’allievo Jacopo da Sansovino.

Nell’architettura dominarono gli studi sugli edifici sacri a pianta centrale, condotti da Giuliano e Antonio da Sangallo il Vecchio, mentre Baccio d’Agnolo applicò gli stili classici romani nel Palazzo Bartolini Salimbeni, inizialmente criticato e, poco dopo, ammirato e imitato.


Si dipinge col cervello et non con le mani.
Michelangelo


Se invece di prendere sul serio l'arte, la prendessimo per quel che è, come intrattenimento, un gioco, una diversione, l'opera artistica guadagnerebbe così tutta la sua ammaliante riverberazione.
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