Il Rinascimento

L'arte rinascimentale

L’arte rinascimentale si sviluppò nell’area fiorentina agli inizi del 1400, da dove si diffuse a macchia d’olio prima nel resto d’Italia e, in seguito, in Europa.

A partire dai primi decenni del XVI secolo cominciò una fase nuova, chiamata Rinascimento maturo, contraddistinta dalle esperienze di Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello. Il periodo successivo è chiamato Manierismo, da molti visto come movimento artistico a se stante.

Nelle arti figurative le innovazioni del Rinascimento nacquero direttamente dal XIV secolo. Gli esperimenti ancora rudimentali sullo spazio, eseguiti da artisti come Giotto e Ambrogio Lorenzetti, furono ulteriormente sviscerati fino al raggiungimento di un punto d’arrivo di estremo rigore, producendo risultati rivoluzionari.

Gli elementi che caratterizzarono il nuovo stile sono essenzialmente tre, tutti necessari e sufficienti per definire un’opera pienamente rinascimentale:

1)     La definizione delle tecniche della prospettiva lineare centrica, necessarie per la gestione complessiva dello spazio e degli elementi che compongono l’opera d’arte;

2)     L’accentuata attenzione alla rappresentazione dell’individualità dell’uomo, sia da un punto di vista anatomico che dei suoi sentimenti e delle sue emozioni;

3)     Il rifiuto degli accessori di decorazione, con un deciso ritorno alla rappresentazione essenziale.

il Rinascimento è stato, prima di tutto, un nuovo modo di immaginare e rappresentare la realtà del mondo nella sua totalità. Un esempio sono le opere di Paolo Uccello, come il San Giorgio e il drago del 1456, nel quale lo spazio è composto secondo le regole della prospettiva, sebbene i personaggi non siano disposti in profondità ma affiancati e privi di ombra.

Altro esempio, ancor più rappresentativo, è la Crocefissione di San Pietro del 1426, opera di Masaccio, nella quale le dimensioni di tutti gli elementi raffigurati sono determinate dalla prospettiva.

Per apprezzare la crescente attenzione nei confronti dell’individualità dei soggetti, invece, si può analizzare un confronto tra la Madonna in trono col Bambino e angeli musicanti, eseguita da Gentile da Fabriano tra il 1405 e il 1410, e la Sant’Anna Metterza, realizzata da Masaccio e Masolino da Panicale nel 1426: nella prima opera, il volume è creato con la sovrapposizione degli strati di colore che creano luci e ombre in maniera convenzionale, stesso discorso per quanto riguarda lineamenti ed espressioni; nell’opera di Masaccio e Masolino, invece, il disegno dei volti si basa sulle conoscenze anatomiche della struttura ossea, con una disposizione delle ombre non casuale o consueta ma studiata appositamente per la resa finale di quello specifico dipinto.


Come il ferro in disuso arrugginisce, così l'inazione sciupa l'intelletto
Michelangelo


A torto si lamentano li omini della innocente esperienzia, quella accusando di fallacie e di bugiarde dimonstrazioni.
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