Raffaello

Nuovi capolavori a Firenze (1506-1508)

Durante i primi anni a Firenze, Raffaello approfondì i temi della Madonna con Bambino e della Sacra Famiglia, realizzando importanti opere per le ricche famiglie fiorentine. Ma è tra il 1506 e il 1508 che Raffaello dipinse veri capolavori, con i quali la sua arte raggiunse nuovi vertici.

Prime opere del nuovo ciclo furono la Madonna del Belvedere commissionata da Taddeo Taddei, oggi a Vienna, e la Madonna del cardellino per Lorenzo Nasi, conservata agli Uffizi.

Al 1506 risale la Sacra Famiglia con San Giuseppe Imberbe, oggi conservata all’Ermitage di San Pietroburgo.

Tra il 1507 e il 1508 dipinse la Sacra Famiglia Canigiani e la Madonna Tempi, entrambe conservate a Monaco. Nello steso periodo dipinse la Madonna Bridgewater, conservata a Edimburgo, la Belle Jardinière, conservata al Louvre di Parigi, e la Grande Madonna Cowper, conservata a Washington.

Le figure delle nuove composizioni di Raffaello dimostrano l’influenza degli stili dei vari maestri fiorentini, come Donatello per la Madonna Tempi, o Michelangelo per la Madonna Bridgewater. Sebbene le composizioni diventano sempre più complesse e articolate, il senso di dolcezza e idilliaca armonia, unito alla perfetta padronanza delle tecniche pittoriche, fanno di ciascuna opera un autentico capolavoro.

Al periodo fiorentino risalgono anche alcuni ritratti, nei quali l’influenza di Leonardo è piuttosto evidente.

Tra il 1505 e il 1506 dipinse il Ritratto di donna Gravida, il Ritratto di Agnolo Doni e il Ritratto di Maddalena Strozzi, sua consorte, tutti conservati presso la Galleria Palatina di Firenze. Sempre nello stesso periodo dipinse la Dama col liocorno, oggi conservato presso la Galleria Borghese di Roma.

Nel 1507 dipinse La Muta, ritratto conservato presso la Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, anche se vi sono dubbi sia sulla data d’esecuzione sia sulla committenza, se fiorentina o urbinate.

Opera fondamentale del periodo fiorentino fu la Pala Baglioni, dipinta nel 1507 per un altare della chiesa di San Francesco al Prato a Perugia. L’opera, oggi conservata nella Galleria Borghese a Roma, presenta una composizione monumentale, dinamica e bilanciata, di chiara ispirazione michelangiolesca.

Le ultime opere del periodo fiorentino sono Santa Caterina D’Alessandria, conservata a Londra, e la Madonna del Baldacchino, iniziata tra il 1507 e il 1508 ma completata successivamente da altri artisti causa l’improvvisa partenza di Raffaello per Roma.

La Madonna del Baldacchino rappresenta vari personaggi sacri organizzati intorno al trono della Vergine, disposto su un fondale architettonico monumentale. I movimenti di gesti e sguardi dei personaggi conferiscono dinamicità e armonia all’intera composizione. Per la prima volta Raffaello usa uno dei personaggi, Sant’Agostino, per raccordare tutti gli altri, invitando l’osservatore a guardare da destra a sinistra della scena, linguaggio che userà in seguito negli affreschi delle Stanze vaticane. L’opera, oggi conservata presso la Galleria Palatina di Firenze, fu un modello fondamentale cui si ispirarono molti artisti negli anni successivi, come Andrea del Sarto e Fra’ Bartolomeo.

Le opere fiorentine accrebbero la fama di Raffaello e contribuirono ad affermarne lo stile ricco di naturalezza e armonia, caratterizzato da sfondi monumentali o da scorci paesaggistici tipici di Umbria e Marche.

La civiltà greca ci dichiara che nelle rappresentazioni artistiche altro è sentire altro è vedere. Vedere è peggio, è più impressionante.
Remo Branca
L'arte è un investimento di capitali, la cultura un alibi.
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