Raffaello

Raffaello a Firenze

Firenze è stata una tappa fondamentale per la crescita artistica di Raffaello.

Alla fine del 1504 decise di trasferirsi nella città toscana per ammirare le opere innovative dei grandi artisti contemporanei, più anziani di lui, Michelangelo e Leonardo da Vinci. In quel periodo i due geni del Rinascimento avevano appena ultimato i cartoni per i due grandi affreschi nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, e Raffaello volle ammirarli.

Il giovane artista urbinate osservò anche il David di Michelangelo, che ritrasse su alcuni disegni, e altre opere di artisti del primo Rinascimento come Donatello, Masaccio e Brunelleschi.

Da tutti questi grandi maestri Raffaello seppe farsi influenzare nella definizione di un proprio stile innovativo, che avesse la plasticità e il chiaroscuro di Michelangelo, l’organizzazione compositiva ed espressiva di Leonardo, accompagnate dalla grazia e dal colore tipici del Sanzio.

Firenze fu indubbiamente la platea giusta per il lancio del giovane artista, che presto iniziò a ricevere tantissime commissioni per Madonne, Sacre Famiglie e ritratti, da Firenze e dal resto dell’Italia centrale, raggiungendo la notorietà che lo avrebbe condotto a Roma.

Le opere realizzate da Raffaello nel periodo del soggiorno fiorentino sono molte, per la maggior parte esposte in vari musei del mondo come Londra, New York, Parigi, San Pietroburgo, Washington, Roma e Milano.

E’ anche vero che Firenze ospita molti capolavori di Raffaello, realizzati anche dopo il soggiorno fiorentino.

Gli Uffizi, ad esempio, custodiscono molte opere del Sanzio, come il celebre Autoritratto del 1505, il Ritratto di Elisabetta Gonzaga, il Ritratto di Guidobaldo da Montefeltro, il Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi, il Ritratto di giovane con la Mela, la Madonna del Cardellino e il Ritratto di Giulio II.

Anche Palazzo Pitti e la Galleria Palatina hanno molte opere di Raffaello, come la Madonna del Granduca, il Ritratto di donna Gravida, il Ritratto di Agnolo Doni, il Ritratto di Maddalena Strozzi, la Madonna del Baldacchino e la Madonna dell’Impannata. Del periodo del soggiorno romano, la Galleria Palatina ospita una delle due copie del Ritratto di Fedra Inghirami, la Madonna della Seggiola, il Ritratto del Cardinal Bibbiena, La Velata e la Visione di Ezechiele.

Come architetto, a Firenze Raffaello partecipò, nel 1515, alla gara per il rifacimento della facciata di San Lorenzo, vinta però da Michelangelo. Il Vasari attribuisce a Raffaello anche il progetto di Palazzo Pandolfini, i cui lavori, avviati nel 1516, vennero però seguiti dai fratelli Giovan Francesco e Bastiano da Sangallo.

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