Perugino

Città della Pieve, 1450 circa - Fontignano, 1523

Perugino, al secolo Pietro Vannucci, fu uno dei maggiori protagonisti del Rinascimento. All’apice del successo ebbe una bottega a Firenze e una a Perugia, dove il giovane Raffaello fu apprendista.

Venne educato a Città della Pieve e a Perugia, da cui prese il nome. Tra il 1465 e il 1472 lavorò nella bottega del Verrocchio a Firenze, accanto a giovani talenti come LeonardoGhirlandaioFilippino Lippi e Botticelli. Nel 1472 si iscrisse alla Compagnia di San Luca.

Alcune delle prime opere note, datate 1470 – 1473, sono la Madonna con Bambino di Londra, il Miracolo della Neve di Guildford, e la Visitazione con Sant’Anna, presso la Galleria dell’Accademia di Firenze, tutte opere con evidenti influenze di Piero della Francesca e del Verrocchio.

La prima importante commissione è del 1473, quando realizzò, insieme con altri artisti, le Storie di san Bernardino, oggi alla Galleria nazionale dell’Umbria, delle quali dipinse il San Bernardino risana una fanciulla e il Miracolo del bambino nato morto.

Del 1477-78 sarebbero l’affresco del Padre Eterno con i santi Rocco e Romano, conservato nella Pinacoteca Comunale di Deruta, alcune Vergini presso vari musei europei, e gli affreschi con San Sebastiano tra i Santi Rocco e Pietro nella Chiesa Parrocchiale di Cerqueto, vicino Perugia.

Grazie alla crescente fama, nel 1479 fu chiamato a Roma da papa Sisto IV per decorare la Cappella della Concezione in San Pietro, oggi scomparsa causa la costruzione della nuova basilica.

Subito dopo, insieme ad altri artisti come BotticelliGhirlandaio e Pinturicchio, suo collaboratore, realizzò gli affreschi della Cappella Sistina, tra i quali restano, dopo la distruzione per la realizzazione del Giudizio Universale di Michelangelo, la Consegna delle Chiavi e il Battesimo di Cristo.

Tra il 1482 e il 1505, la produzione del Perugino si fa sempre più intensa, le sue composizioni acquistano maggior respiro e le figure un impianto più solido, con un uso crescente della prospettiva.

Realizzò il Trittico Galitzin di Washington, la Pala di Fano, l’Orazione nell’orto e la Crocifissione, oggi agli Uffizi, l’Ultima Cena nel convento di Fuligno a Firenze, la tavola di Apollo e Dafni del Louvre, il Ritratto di Francesco delle Opere e la Madonna col Bambino in trono tra i santi Giovanni Battista e Sebastiano, entrambe agli Uffizi, e altre tre Madonne conservate in musei europei.

Nella bottega di Firenze, Perugino realizzò anche il Ritratto di Giovane, oggi agli Uffizi, la Crocifissione in Santa Maria Maddalena dei Pazzi e la Pala di Vallombrosa, oggi alla Galleria dell’Accademia.

All’inizio del 1500 produsse il celebre Sposalizio della Vergine, oggi a Caen, il Gonfalone della Giustizia e la Madonna della Consolazione, entrambe alla Galleria Nazionale di Perugia, la Resurrezione di San Francesco al Prato, oggi ala Pinacoteca Vaticana, lo smembrato Polittico di San Pietro, il Martirio di San Sebastiano di Panicale, e il Polittico della Certosa di Pavia.

Tra il 1499 e il 1507 realizzò anche gli affreschi del Collegio del Cambio a Perugia, forse in collaborazione con l’allievo Raffaello.

Dal 1505 circa, le opere del Perugino iniziarono a mostrare una stanca ripetizione di temi e soggetti, generando critiche e riduzione di commissioni. Era il periodo dei geni LeonardoMichelangelo e Raffaello, e Perugino dimostrò una scarsa capacità di rinnovamento, se non per alcuni aspetti probabilmente legati alla vicinanza con Raffaello.

Le ultime importanti opere furono la Lotta tra Amore e Castità per Isabella d’Este a Mantova, il completamento della Polittico dell’Annunziata a Firenze, avviato da Filippino Lippi, la Pala della Trasfigurazione di Perugia, la Pala di Corciano, la Pala di Sansepolcro e le vele della Stanza dell’Incendio di Borgo in Vaticano.

Critiche e riduzione di commissioni, spinsero Perugino verso le provincie umbre, dove realizzò la Madonna di Loreto, la Pietà e la Vergine in Trono di Spello, e l’Adorazione dei Pastori di Trevi.

Nel 1523, durante l’esecuzione di alcuni affreschi presso la Chiesa dell’Annunziata di Fontignano, morì di peste e venne sepolto nella stessa chiesa.

Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere, di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch'essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima, un'immagine di quella bellezza che siamo giunti a comprendere: questo è l'arte.
James Joyce
La paura nasce più tosto che altra cosa.
Leonardo da Vinci

Il Rinascimento

Il Rinascimento si sviluppò tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna a partire da Firenze, in un arco di tempo iniziato dalla seconda metà del 1300 circa fino a tutto il XVI secolo, le differenze cronologiche secon...

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