Michelangelo

Tratti caratteriali

Gli studi computi di recente sulla figura di Michelangelo hanno approfondito anche gli aspetti caratteriali e umani dell’artista, evidenziandone debolezze e lati contraddittori.

Tra i difetti più evidenti della sua personalità emergono irascibilità, permalosità e una certa tendenza all’insoddisfazione.

Il carattere rissoso del maestro è testimoniato anche da un aneddoto legato agli anni di permanenza nel palazzo dei Medici. L’allora adolescente Michelangelo ebbe una lite con un altro giovane artista, Pietro Torrigiano, futuro scultore che esportò in Spagna le innovazioni del Rinascimento.

Torrigiano era noto per la sua bellezza e per un’ambizione per nulla inferiore a quella di Michelangelo. Durante una visita alla cappella Brancacci, i due giovani artisti, tra i quali correva cattivo sangue, si azzuffarono e Michelangelo ebbe la peggio, prendendo un pugno sul naso che gli rovinò per sempre il profilo.

Altri aspetti controversi del suo carattere emergono in relazione al rapporto con la famiglia e con il denaro.

Nei vari carteggi e documenti di Michelangelo, vi sono continui riferimenti ai soldi e alla loro scarsità, tanto da far pensare a un artista povero, costretto a una vita indigente. Le ricerche fatte sui possedimenti e sui conti bancari del maestro, invece, rivelano una realtà opposta, fatta di un patrimonio immenso costruito dall’artista nei suoi lunghi anni di carriera.

Anche l’inventario redatto nella sua dimora dopo la morte è emblematico: leggendo l’elenco di oggetti e suppellettili, sembra di essere dentro la casa di un povero nullatenente. Nella stanza da letto, però, fu rinvenuto un cofanetto contenente un vero capitale in contanti, così grande da poterci comprare un intero palazzo signorile a Firenze.

La contraddizione tra quello che l’artista dichiara, o dà a vedere, e la reale ricchezza posseduta sono sintomo di avarizia e avidità, probabilmente dovute alle difficoltà della famiglia e al tormentato rapporto con i suoi membri. La famiglia Buonarroti, infatti, era vissuta in condizioni di scarse possibilità economiche per molti anni, e Michelangelo era nato proprio in uno dei periodi più critici per il padre.

L’artista ha spesso aiutato la sua famiglia, ma non sempre di buon grado. Spesso si è rifiutato lamentando scarsità di liquidi, in altre occasioni ha preteso la restituzione di somme prestate, accusando i familiari di vivere alle sue spalle.

La destinazione dell'arte del nostro tempo è di tradurre dalla sfera della ragione alla sfera del sentimento la verità che il bene della gente è nell'unione e di instaurare in luogo della violenza attuale quel regno di Dio, cioè quell'amore che si presenta a noi tutti come fine supremo della vita dell'umanità.
Lev Tolstoj
Nissuna umana investigazione si pò dimandare vera scienzia s'essa non passa per le matematiche dimostrazioni, e se tu dirai che le scienzie, che principiano e finiscono nella mente, abbiano verità, questo non si concede, ma si niega, per molte ragioni, e prima, che in tali discorsi mentali non accade esperienzia, sanza la quale nulla dà di sé certezza.
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Il Rinascimento

Il Rinascimento si sviluppò tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna a partire da Firenze, in un arco di tempo iniziato dalla seconda metà del 1300 circa fino a tutto il XVI secolo, le differenze cronologiche secon...

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