Michelangelo

Superiorità dell’artista

Michelangelo ha spesso discusso, anche bruscamente, con i suoi committenti circa la modalità di esecuzione delle opere che gli venivano richieste.

Sono celebri i duri confronti con Papa Giulio II, così come lo sono le lunghe dispute con i suoi eredi, la famiglia Della Rovere, circa la realizzazione del monumento funebre dello stesso Papa.

La Tomba di Giulio II fu una sorta di incubo professionale che perseguitò il maestro per alcuni decenni, con molti contratti scritti e annullati che hanno condotto alla realizzazione della splendida scultura, oggi visibile in San Pietro in Vicoli, con il maestoso Mosè.

Un altro curioso aneddoto narra di una discussione avuta all’inizio della sua precoce carriera circa il pagamento di una delle opere più celebri del maestro.

Tra il 1503 e il 1508 Michelangelo realizzò il Tondo Doni, rappresentante la Sacra Famiglia con altre figure, oggi conservato agli Uffizi. Al momento della consegna, il committente Agnolo Doni, banchiere molto scaltro e attento al risparmio, fece una stima del valore dell’opera pari a 40 ducati, sensibilmente ridotta rispetto ai 70 ducati pattuiti in fase di commissione. Michelangelo s’infuriò e decise di non consegnare più l’opera, salvo che il committente non avesse accettato di pagare 140 ducati, ossia il doppio del primo prezzo pattuito. A quel punto il committente, che aveva afferrato il valore assoluto dello splendido dipinto, accettò di pagare una cifra doppia di quella inziale pur di appropriarsi del capolavoro.

Sebbene si tratti di un aneddoto, l’episodio può essere visto come uno dei primissimi esempi di ribellione dell’artista nei confronti del committente, secondo il concetto, allora decisamente nuovo, della superiorità dell’artista rispetto al pubblico e alla committenza. Ciò a conferma dell’evoluzione del ruolo dell’artista avviata proprio col Rinascimento: da semplice artigiano, come era nel medioevo, l’artista iniziava a diventare un membro importante del proprio contesto culturale e sociale, staccandosi dalla sudditanza che fino ad allora lo aveva subordinato alle esigenze dei committenti.

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata.
Gustave Flaubert
L'arte è un simbolo poiché un simbolo è l'uomo.
Oscar Wilde

Il Rinascimento

Il Rinascimento si sviluppò tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna a partire da Firenze, in un arco di tempo iniziato dalla seconda metà del 1300 circa fino a tutto il XVI secolo, le differenze cronologiche secon...

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