Lorenzo Ghiberti

Firenze, 1378 - Firenze, 1455

Origini e primo incarico (1378 – 1407)

Lorenzo Ghiberti è stato un grande scultore, architetto e orafo del primo Rinascimento fiorentino.

Fu uno dei principali divulgatori della nuova corrente artistica insieme a Michelozzo e Masolino da Panicale, riuscendo sapientemente a combinare l’eleganza dello stile tardo gotico col nascente gusto del ritorno alle forme classiche greche e romane.

L’anno di nascita e le origini di Ghiberti non sono chiare, al Catasto di Firenze dichiarò di essere nato nel 1381 e di essere figlio dell’orafo Bartolo di Michele. Tuttavia fu egli stesso a smentirsi nel 1444, quando fu accusato di essere un figlio illegittimo del Bartolo, quindi non compatibile con la carica di membro del Collegio dei Dodici, alla quale era stato nominato l’anno precedente. Per togliersi dall’impaccio, Ghiberti dichiarò di essere figlio di Cione, un benestante residente a Pelago, e di monna Flora, sua moglie. Probabilmente monna Flora era veramente la madre, la quale ha forse avuto Lorenzo nel 1378 da una relazione illegittima con Bartolo di Michele, ma la confusione sulle dichiarazioni fece espellere Ghiberti dal Collegio dei Dodici.

Ghiberti svolse il suo apprendistato a Firenze nella bottega del padre, l’orafo Bartolo, dove apprese le tecniche e il formulario stilistico dell’oreficeria toscana tardogotica, influenzata in maniera importante dai modelli d’Oltralpe.

In gioventù si dedicò con slancio alla pittura e, nel 1400, ricevette l’incarico di decorare una delle stanze del palazzo di Malatesta IV a Pesaro, oggi scomparsa. Durante il soggiorno a Pesaro realizzò uno dei suoi primi rilievi, l’Assunta, custodita nella Chiesa di Santa Maria dei Servi a Sant’Angelo in Vado.

Ghiberti tornò a Firenze nel 1401 per partecipare al concorso per la Porta Nord del battistero di Firenze, originariamente da collocare sulla facciata est, commissionata dall’Arte di Calimala, al quale partecipò anche Filippo Brunelleschi.

Gli artisti furono chiamati a realizzare una formella bronzea raffigurante il Sacrificio di Isacco, utile solo ai fini del concorso poiché la porta avrebbe avuto un altro tema.

Non si ha certezza su chi vinse il concorso. Secondo Vasari, la giuria, composta da trentaquattro membri, aggiudicò la commissione ex aequo a Ghiberti e Brunelleschi, ma quest’ultimo si rifiutò di collaborare col collega causa divergenze stilistiche. Ghiberti, invece, scrive sui suoi Commentari che la giuria scelse unanimemente la sua proposta.

Ad ogni modo, la commissione fu eseguita dalla fonderia del Ghiberti, col quale collaborò anche Donatello, e nel 1424 la porta fu installata sulla facciata est del battistero, ma venne successivamente spostata sul lato nord per essere sostituita dalla Porta del Paradiso, che Ghiberti stesso realizzò molti anni dopo.

La formella del concorso, invece, venne esposta nella sala delle Udienze dell’arte di Calimala; oggi è conservata al Museo Nazionale del Bargello, insieme con quella di Brunelleschi.

L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.
Leonardo da Vinci
La natura è piena d'infinite ragioni, che non furon mai in isperienzia.
Leonardo da Vinci

Il Rinascimento

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