Leonardo da Vinci

La pittura di Leonardo

Per Leonardo anche la pittura era materia di studio. Nel 1500 erano già in circolazione copie di scritti di Leonardo sull’argomento: Vasari parla di un pittore milanese, dal nome sconosciuto, che gli mostrò dei documenti scritti dal maestro «pur di caratteri scritti con la mancina a rovescio, che trattano della pittura e de’ modi del disegno e del colorire».

A Parigi, nel 1651, fu pubblicata una raccolta di manoscritti di Leonardo, tradotta anche in francese. Cassiano dal Pozzo riuscì a produrre una redazione molto abbreviata di quella fornita da Francesco Melzi, allievo di Leonardo, con incisioni ricavate dai disegni di Nicolas Poussin. Nel 1733, a Napoli, fu pubblicata un’altra edizione del De Pictura di Leonardo.

Leonardo studiò, per primo in Europa, la possibilità di proiettare immagini dal vero su un foglio, dove potevano essere ricopiate con grande facilità, la cosiddetta camera oscura leonardiana. È stato anche uno dei primi artisti a usare la tecnica a olio in Italia, pittura che usava soprattutto per i ritocchi.

Uno dei concetti cardine dell’opera del da Vinci è “la pittura è scienza”. Secondo l’artista quest’arte riesce a rappresentare in maniera più veritiera e semplice le cose della natura, rispetto alla letteratura e alle opere scritte: «le lettere rappresentano con più verità le parole al senso». Per l’artista è più nobile quella scienza che rappresenta le opere della natura, piuttosto di quella che rappresenta le opere umane, come le opere letterarie in genere, cioè “che passano per l’umana lingua”.

Parte della critica ritiene che i primi dipinti indipendenti di Leonardo risalgano al periodo 1469 – 1475, ossia prima del Battesimo di Cristo dipinto a più mani, tra cui il Verrocchio. In questo periodo l’artista dimostra ancora un forte attaccamento al linguaggio comune della bottega del Verrocchio, creando non poche difficoltà agli studi per le attribuzioni. Ad esempio, l’attribuzione della Madonna Dreyfus del 1469, oggi a Washington, è stata molto discussa, alcuni ritenevano non essere opera di Leonardo ma di Lorenzo di Credi, altro allievo del Verrocchio.

Anche la paternità dell’Annunciazione degli Uffizi, del 1472, è stata data a Leonardo, ma in passato era contesa tra Lorenzo di Credi e Verrocchio. In questo periodo Leonardo iniziava a formare il suo stile personale, ma nelle sue prime opere emergono ancora elementi tipici del linguaggio verrocchiesco.

La Madonna del Garofano del 1475 circa, oggi a Monaco, evidenzia l’evoluzione dello stile dell’artista, con una maggiore armonia tra i vari elementi del dipinto, lasciando intravedere sfumature e chiaroscuri tipici dello stile leonardesco.

Il Ritratto di Ginevra de’ Benci, del 1475 circa, mostra influenze dell’arte fiamminga e una notevole armonia tra soggetto e paesaggio.

La pittura di Leonardo si evolve ulteriormente nel periodo del primo soggiorno a Milano, tra il 1482 e il 1490, quando inizia ad assorbire gli studi sull’anatomia che aveva condotto a Firenze, aumentano gli effetti naturalistici e, soprattutto, si rafforza l’aspetto psicologico dei soggetti ritratti. Questo è il periodo del Ritratto di Musico, della Vergine delle Rocce, della Madonna Litta, della Dama con l’ermellino e della Belle Ferronnière.

La massima espressione della pittura di Leonardo è certamente la Gioconda, opera nella quale confluiscono quasi tutte le caratteristiche dello stile del maestro.

L'età che vola discorre nascostamente e inganna altrui, e niuna cosa è più veloce che gli anni, e chi semina virtù fama raccoglie.
Leonardo da Vinci
L'arte comincia dalla resistenza: dalla resistenza vinta. Non esiste capolavoro umano che non sia stato ottenuto faticosamente.
André Gide

Il Rinascimento

Il Rinascimento si sviluppò tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna a partire da Firenze, in un arco di tempo iniziato dalla seconda metà del 1300 circa fino a tutto il XVI secolo, le differenze cronologiche secon...

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