Leonardo da Vinci

Il periodo dei viaggi (1499–1503)

Lasciata Milano, Leonardo si trovò a visitare varie città e le loro corti.

A Mantova fu per poco tempo ospite di Isabella d’Este che, colpita dalla Dama con l’ermellino, insistette affinché Leonardo restasse alla sua corte. Per la signora di Mantova, Leonardo disegnò il Ritratto di Isabella d’Este, in vista della realizzazione di un vero dipinto mai eseguito. Nonostante i lusinghieri inviti di Isabella, Leonardo decise di ripartire, alla ricerca di nuovi stimoli e opportunità per nuove commissioni.

Nel marzo 1500 giunse a Venezia, come testimonia Luca Pacioli, importante matematico dell’epoca, che usò alcuni disegni di Leonardo per le illustrazioni del suo trattato De Divina Proportione. Leonardo lasciò il segno anche a Venezia. Ricevette incarichi di progettazione per sistemi difensivi contro la minaccia turca e per altre opere d’ingegneria. Effettuò anche alcuni studi sulle caricature, che si pensa abbiano influenzato non poco l’arte veneta dell’epoca.

Nell’aprile del 1501 Leonardo tornò a Firenze, nonostante suo padre fosse ancora vivo decise di alloggiare presso il canonico Amadori a Fiesole. Durante i venti anni di assenza Firenze era cambiata, politicamente e artisticamente. Nel 1494 si era insediato un nuovo governo repubblicano e i Medici erano stati cacciati, sulla scena artistica erano emerse nuove personalità come Michelangelo, con il quale non instaurò un buon rapporto.

Per risolvere i problemi economici Leonardo ebbe l’aiuto dell’amico Filippino Lippi, che gli passò la commissione per una pala per d’altare per la Chiesa della Santissima Annunziata. Nemmeno questa volta portò a termine la consegna, realizzò solo il Cartone di Sant’Anna, conservato a Londra, famosissimo tra i contemporanei che lo ammirarono in un’esposizione realizzata appositamente. Dal cartone forse ebbe origine Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino del Louvre, realizzata parecchi anni dopo.

L’attività di pittore svolta da Leonardo in quegli anni a Firenze è testimoniata da alcune lettere, come quella scritta da un frate nell’aprile 1501 a Isabella d’Este, nella quale Leonardo viene citato alle prese con la realizzazione di un “quadrettino” che raffigurava la Vergine nell’atto di “inaspare i fusi” e il Bambino mentre impugna l’aspo come se fosse una croce.  Probabilmente si riferisce alla Madonna dei Fusi, della quale esistono molte versioni in vari musei del mondo, solo un paio attribuite al da Vinci.

Nel 1502 fu a Cesena, ingaggiato da Cesare Borgia, detto “duca del Valentino”, come architetto e ingegnere militare.

Per il Valentino, che Machiavelli riteneva fosse l’unico a incarnare appieno la figura del Principe descritta nel suo famoso trattato, Leonardo svolse diversi compiti legati alle campagne militari: approntò un nuovo tipo di polvere da sparo, progettò macchine volanti, disegnò strumenti per la guerra subacquea e fece brevi viaggi per realizzare mappe utili ad agevolare le mosse strategico-militari dell’esercito.

Seguendo le missioni militari del Valentino, Leonardo assistette all’attacco a tradimento contro Urbino, una delle più cruente campagne dell’epoca, ma ebbe anche modo di approfondire l’amicizia con Niccolò Machiavelli, anch’egli al seguito del Valentino, che fu per Leonardo fonte di nuova ispirazione.

L'arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità.
Ugo Foscolo
Un vaso rotto crudo si può riformare, ma il cotto no.
Leonardo da Vinci

Il Rinascimento

Il Rinascimento si sviluppò tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna a partire da Firenze, in un arco di tempo iniziato dalla seconda metà del 1300 circa fino a tutto il XVI secolo, le differenze cronologiche secon...

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