Giuliano Da Sangallo

Firenze, 1443 o 1445 - Firenze, 1516

Giuliano di Francesco Giamberti, detto Giuliano da Sangallo, fu un grande architetto del Rinascimento, prosecutore dell’arte di Brunelleschi e Alberti.

Figura emblematica dello studio e della riscoperta dell’architettura antica, fu anche tra i più innovativi ingegneri militari, grazie all’aiuto del fratello Antonio da Sangallo il Vecchio, ingegnere tra i più moderni dell’epoca.

Membro di una famiglia ricca di talentuosi artisti e artigiani, chiamata Sangallo per il monastero realizzato da Giuliano nel 1488 presso Porta San Gallo, oggi distrutto, o forse per un fondo di famiglia posseduto sempre in zona, ebbe i primi approcci con l’arte probabilmente seguendo l’attività del padre, intagliatore di legno, e fu allievo del Francione, scultore e ingegnere militare.

Tra il 1465 e il 1473 soggiornò a Roma, dove scrisse un taccuino di rilievi di architettura antica, frutto dei suoi studi.

Tornato a Firenze intorno al 1470, il Sangallo iniziò i lavori del cortile di Palazzo di Scala in Borgo Pinti, oggi incorporato nel palazzo della Gherardesca. Nella struttura impiegò un sistema di archi inquadrati dall’ordine architettonico, impreziosito da rilievi decorativi.

A quest’opera seguì, nel 1480,Villa Medicea di Poggio a Caiano, realizzata su un edificio preesistente su commissione di Lorenzo il Magnifico, una delle prime ville del genere umanistico su modello antico. La villa è caratterizzata da volumi squadrati e da una disposizione simmetrica e razionale degli ambienti interni. La struttura è impostata su una piattaforma-terrazza con arcate, che rimanda a un criptoportico romano.

Sempre da Lorenzo il Magnifico, intorno al 1484 arrivò l’incarico di realizzare la chiesa di Santa Maria delle Carceri a Prato, un edificio a pianta centrale a croce greca, con cupola ispirata nell’interno dal modello della cappella de’ Pazzi di Brunelleschi.

Allo stile di Brunelleschi sono ispirati anche il chiostro di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, del periodo 1479-1492, e la sagrestia ottagonale di Santo Spirito, del periodo 1489-1495, realizzata insieme al Cronaca, con cui Giuliano collaborò, tra il 1490 e il 1501, anche a Palazzo Gondi e a Palazzo Strozzi.

Tra il 1492 e il 1494, causa la morte di Lorenzo il Magnifico e le difficoltà della famiglia Medici, venne a mancargli la sua più importante committenza. Poco dopo, però, il Sangallo ricevette dal cardinale Giuliano Della Rovere l’incarico di realizzate il Palazzo Della Rovere a Savona, nel 1495.

In seguito viaggiò in Francia e Italia, e realizzò la cupola della Basilica della Santa Casa di Loreto.

Nel 1503 il cardinale Della Rovere divenne papa Giulio II, Giuliano andò a Roma convinto di ricevere importanti incarichi. Purtroppo, però, gli incarichi furono affidati a Bramante, così il Sangallo rientrò a Firenze.

Tornò a Roma nel 1513 dopo l’elezione di Leone X, e divenne uno dei responsabili della fabbrica di San Pietro fino al 1515, con Raffaello e Fra Giocondo, ma i suoi progetti ebbero scarso successo.

Nel 1515 Giuliano da Sangallo rientrò a Firenze e lavorò al suo ultimo progetto per il concorso della facciata di San Lorenzo, vinto da Michelangelo.

Giuliano morì nell’ottobre del 1516, venne sepolto presso Santa Maria Novella.

I disegni lasciati per maestosi edifici mai costruiti, come il palazzo per Ferdinando I di Napoli, quello per Leone X a Roma e un altro per Lorenzo de’ Medici a Firenze, testimoniano la sua concezione rinascimentale dell’architettura.

L'arte ha bisogno o di solitudine, o di miseria, o di passione. È un fiore di roccia che richiede il vento aspro e il terreno rude.
Alexandre Dumas padre
La materia della natura non ha forma alcuna assolutamente; ma la materia dell'arte è una cosa formata già della natura.
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