Donatello

Nuovi Capolavori a Firenze (1433–1443)

Tornato a Firenze, Donatello ricevette immediatamente una nuova commissione per realizzare una Cantoria per il Duomo. L’opera conclusa nel 1438 fu un altro capolavoro, collocata sopra la porta della Sagrestia dei Canonici nell’angolo sud-est della crociera.

L’artista creò un insieme di contrasti che danno all’opera un dinamismo e un’energia mai visti in opere precedenti: cinque mensole sorreggono la vasca a cui corrisponde una coppia di colonnine che sostengono un architrave. Staccato dal telaio di sostegno, sul fondo, è posizionato un fregio continuo costruito su linee diagonali, con putti danzanti in diverse posizioni. L’opera si ispira a sarcofagi antichi, a cofani eburnei bizantini, con decorazioni che rimandano a opere del Duecento toscano. La Cantoria era decorata da due putti in bronzo, oggi custoditi al museo Jacquemart-André.

Nel 1434 Donatello vinse un concorso per il disegno di una vetrata del tamburo della cupola di Santa Maria del Fiore, che presentava l’Incoronazione della Vergine.

In questi stessi anni il maestro completò la decorazione della Sagrestia Vecchia, nella Basilica di San Lorenzo, lavoro lasciato in sospeso dieci anni prima.

La Sagrestia Vecchia, così denominata dopo la costruzione di quella Nuova di Michelangelo, venne costruita da Filippo Brunelleschi tra il 1421 e il 1428. Donatello iniziò i lavori nel 1428-29, con i tondi delle Storie di San Giovanni, come il Martirio di San Giovanni Evangelista e il San Giovanni Evangelista a Patmos. Con il rientro dall’esilio di Cosimo de’ Medici nel 1434, Donatello riprese i lavori, che concluse nel 1443.

Oltre alle Storie di San Giovanni Evangelista, patrono della cappella, nella sagrestia sono presenti altre opere di Donatello, tra cui quattro tondi con Evangelisti, come il Tondo di San Luca e il Tondo di San Matteo, due soprapporte, e due porte bronzee a formelle, come la Porta dei Martiri.

Intorno al 1435 Donatello eseguì l’Annunciazione Cavalcanti per l’omonimo altare in Santa Croce. Il carattere dell’opera è diverso rispetto allo stile tipico di Donatello, solitamente solenne e dinamico, e mostra una scena di grande dolcezza e delicata bellezza.

Del 1438 è il San Giovanni Battista per la chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, opera caratterizzata da uno stile che anticipa quello che Donatello userà in vecchiaia in opere successive, come la Maddalena penitente.

Il David bronzeo del Bargello è del 1440 circa, probabilmente realizzato su ordine di Cosimo de’ Medici  per il cortile di palazzo Medici. Donatello progettò la statua in modo che potesse essere vista da più angolazioni, scolpendo il primo corpo nudo raffigurato a tutto tondo dopo l’età classica. La statua doveva rappresentare sia l’eroe biblico, simbolo delle virtù civiche, sia il dio Mercurio che contempla la testa recisa di Argo.

Negli stessi anni realizzò la statuetta con l’Amore-Attis, il Busto di giovane con cammeo e il Busto-ritratto di Niccolò da Uzzano in terracotta, conservati al Museo del Bargello.

Del 1440 circa sono anche i rilievi della Madonna col Bambino e la Madonna Piot, opere in terracotta oggi al Louvre.

Dal momento che l'amore e la paura possono difficilmente coesistere, se dobbiamo scegliere fra uno dei due, è molto più sicuro essere temuti che amati.
Niccolò Machiavelli
Chi non stima la vita, non la merita.
Leonardo da Vinci

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Il Rinascimento si sviluppò tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna a partire da Firenze, in un arco di tempo iniziato dalla seconda metà del 1300 circa fino a tutto il XVI secolo, le differenze cronologiche secon...

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