Donatello

Il rapporto con il denaro

Il rapporto di Donatello con il denaro, e in generale con la ricchezza, fu piuttosto particolare; si può affermare che, in pratica, Donatello è stato un precursore della filosofia di vita bohémien che molti artisti adotteranno nel 1800.

Il suo strano stile di vita e il modo di comportarsi bizzarro, spesso sorprendevano e divertivano i suoi concittadini. La reputazione di Donatello è narrata da alcuni racconti piccanti che, pochi anni dopo la sua morte, iniziarono a circolare a Firenze. Queste storie, entrate a far parte della letteratura artistica del Cinquecento, sono anche una conseguenza della fama leggendaria raggiunta dall’artista.

Analizzando gli importi dei compensi che Donatello ottenne per i suoi lavori, si può dedurre che in vita ebbe certamente lauti guadagni assicurati. Secondo alcune fonti, sembra che ricevesse anche un vitalizio settimanale da Piero de’ Medici, come compensazione per una villa di campagna che Cosimo de’ Medici, amico di Donatello, gli aveva regalato prima di morire e che l’artista ridiede indietro al figlio, Piero appunto, perché non sapeva cosa farne.

Sono diversi gli aneddoti che confermano il suo atteggiamento, uno in particolare è molto significativo: pare che al tempo della sua fiorente bottega, fosse solito appendere una cesta colma di denaro alla quale i suoi assistenti potevano tranquillamente attingere secondo necessità.

Esiste anche un documento, redatto per il catasto dal collega-socio Michelozzo nel 1427, nel quale Donatello risultava vivere con la madre, la sorella ed il nipote, ed era in arretrato di due anni col pagamento dell’affitto nonostante i ricchi proventi dell’attività artistica svolta col collega.

Si narra che Donatello, alla fine della sua vita, non se la passasse granché bene a livello economico. Secondo le cronache passò i suoi ultimi giorni solo, abbandonato dalla fortuna artistica e provato da vecchiaia e malattia, e morì lasciando un debito di 34 fiorini per l’affitto.

Tutto ciò potrebbe semplicemente far pensare che fosse ormai vecchio e povero, ma analizzando meglio le notizie e capendo la tipologia del suo stile di vita, è probabile che Donatello provasse totale disinteresse verso le questioni finanziarie, alle quali dedicò il minimo impegno sufficiente alla gestione dei suoi affari, senza adottare gli accorgimenti necessari alla creazione di un patrimonio personale che la sua fortunata carriera artistica gli avrebbe certamente consentito.

A torto si lamentano li omini della innocente esperienzia, quella accusando di fallacie e di bugiarde dimonstrazioni.
Leonardo da Vinci
L'arte è la creazione di una magia suggestiva che accoglie insieme l'oggetto e il soggetto.
Charles Baudelaire

Il Rinascimento

Il Rinascimento si sviluppò tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna a partire da Firenze, in un arco di tempo iniziato dalla seconda metà del 1300 circa fino a tutto il XVI secolo, le differenze cronologiche secon...

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