Correggio

Correggio, 1489 - Correggio, 1534

Antonio Allegri nacque nel 1489 a Correggio, da cui prese il soprannome.

Ispirato da Mantegna e dagli altri grandi maestri del Rinascimento, Correggio elaborò uno stile personale, partendo da un nuovo uso del chiaroscuro, con un più moderno equilibrio tra luce e colore. Si distinse anche per l’illuminazione e la struttura compositiva diagonali, che danno profondità spaziale ai dipinti, e diede il via a una nuova concezione d’arte, che lo consacrò precursore della pittura illusionistica.

Correggio è uno degli artisti di cui si ha meno documentazione. Fra le molte leggende sulla sua storia, sembra sia stato allievo di pittori locali e, a Modena, di Francesco Bianchi Ferrari e Antonio Begarelli.

Probabilmente conobbe Mantegna, dal quale fu affascinato, soprattutto dagli effetti illusionistici della Camera degli Sposi. Correggio, unico vero seguace dell’artista padovano, decorò anche la Cappella Funeraria di Andrea Mantegna in Sant’Andrea a Mantova.

Tra le opere ispirate a Mantegna emergono la Madonna Barrymore, oggi a Washington, e la Madonna di San Francesco, oggi a Dresda, prodotte tra il 1510 e il 1514.

Altre opere importanti sono Giuditta e la sua ancella con la testa di Oloferne, oggi a Strasburgo, e la Madonna col Bambino tra due angeli musicanti, conservata agli Uffizi.

Alla fine del 1510 Correggio fu a Roma, soggiorno fondamentale per lo studio dei modelli antichi e delle opere di Raffaello e di Michelangelo.

Il primo periodo della sua arte si concluse con la scomparsa Madonna di Albinea e con il Volto di Cristo, oggi al Museo Civico di Correggio.

Intorno al 1520 Correggio si trasferì a Parma, dove produsse il Ritratto di dama, che firmò con la versione latina del suo nome: Antonius Laetus. Nello stesso periodo produsse la prima grande opera, la decorazione della Camera della Badessa nel Monastero di San Paolo, suo primo capolavoro di illusionismo pittorico.

Del 1520-1524 è la decorazione della Cupola di San Giovanni a Parma, ricostruita secondo i nuovi canoni rinascimentali, nella quale l’illusionismo appreso da Mantegna viene ulteriormente accentuato.

Il successo ottenuto con le opere a Parma gli permise di ricevere nuove commissioni, tra cui gli affreschi della Cappella Del Bono nella stessa chiesa, e due tele, il Compianto sul Cristo morto e il Martirio dei quattro santi. Nel 1524 cominciò gli affreschi del coro e della cupola della Cattedrale di Parma, con l’Assunzione della Vergine.

In quel periodo Correggio dipinse una serie di pale d’altare per diverse città, come la Madonna di San Sebastiano e la Madonna di San Giorgio a Modena, la Madonna di San Girolamo a Reggio Emilia, la Madonna della Scodella a Parma e il Trittico dell’Umanità a Correggio. Non mancarono le commissioni private per opere di piccolo formato, come l’Adorazione del Bambino e l’Ecce Homo, rispettivamente agli Uffizi e a Londra.

Nell’ultima fase artistica Correggio avviò una serie di opere a soggetto mitologico. Tra il 1524 e il 1527 produsse Venere e Amore spiati da un satiro, oggi a Parigi, e l’Educazione di Cupido, oggi a Londra.

Nel 1530 circa, Isabella d’Este, marchesa di Mantova, lo chiamò per operare nel suo studiolo di Palazzo Ducale, dove realizzò l’Allegoria del Vizio e l’Allegoria della Virtù, oggi entrambi a Parigi.

La produzione di Correggio si concluse con il ciclo chiamato Gli Amori di Giove, con quattro capolavori commissionati da Federico II Gonzaga: il Danae, presso la Galleria Borghese di Roma, la Leda col cigno, oggi a Berlino, il Ritratto di Ganimede e il Giove e Io, entrambi a Vienna.

Correggio morì improvvisamente il 5 marzo 1534 nella sua città natale. Fu sepolto in San Francesco a Correggio, vicino alla Madonna di San Francesco, uno dei suoi primi capolavori.

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